Bilancio pre-natalizio

Siamo alle porte delle vacanze natalizie e ci siamo arrivati non facilmente.
Ho tenuto per questi primi 18 giorni di dicembre il “silenzio stampa” per analizzare meglio la situazione politica e non solo.

Ebbene, ci troviamo con il Governo che aveva la più grande maggioranza della storia della Repubblica che si ritrova a governare per 3 voti. Ma non un Governo qualsiasi, è il governo della ripresa, dei vari salvataggi, della tanto contestata quanto necessaria riforma universitaria. Un governo che sembrava destinato a segnare la strada del centro-destra, spalancandogli le porte per il futuro prossimo e anche oltre. Ci eravamo illusi che fosse la fine dei giochi di palazzo, delle manovre partitocratiche, dei mille e diversi pol(l)i…
Il Governo che doveva portare tutto questo può governare contando su TRE voti in più dell’ opposizione…

Tanti Auguri! (è proprio il caso di dirlo)

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“Mai tanta esultanza per un addio”

Ci sono notizie che ti fanno ben sperare per il futuro.

Tempo avevo espresso in un post la mia indignazione per alcuni commenti dell’ ormai ex-coordinatore della Giovane Italia. Ora vengo a sapere che è passato a Futuro e Libertà: non ci sono più scuse, in questo movimento giovanile non c’ è posto per rendite di posizione o sciacallaggi di ogni genere. Andremo lontano!

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IV Novembre, Festa Nazionale!

Oggi, 4 Novembre, novantadue anni dopo il bollettino del Generale Diaz, ci si trova a celebrare una festa di cui probabilmente importerà a pochi, e che ancor di meno comprendono.
Oggi non è solo la giornata delle Forze Armate: il 4 Novembre 1918 si ebbe l’ Italia completa, la fine del Risorgimento. Il Regno d’ Italia finalmente annetteva Trento e Trieste, si conquistava nel mondo un posto da Paese vincitore, un paese che sul Piave aveva saputo resistere valorosamente al grande impero austro-ungarico.
E trovo veramente tragicomico che questa giornata non sia una Festa Nazionale che abbia la stessa importanza del 25 aprile o del 1 maggio. Forse si riteneva (e purtroppo si ritiene anche oggi) che festeggiare una sconfitta fosse più importante, e di festeggiare chi l’ Italia l’ ha unita e difesa non importava affatto.
Per me il 4 Novembre ha un significato speciale: vivo nel Nordest, sono nato nella città della Vittoria e il mio bisnonno è stato uno di quei ragazzi del ’99 miracolosamente salvato e nominato Cavaliere di Vittorio Veneto; perciò sento veramente importante questo giorno, perché senza quei ragazzi oggi io forse non parlerei italiano, non studierei la nostra grande cultura e mi sento in dovere di dire almeno un sentito grazie a questi eroi. Perché eroe è chi muore per il proprio popolo…

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Nuovamente Grand Old Party!

USA. Le elezioni di Mid-Term fanno sperare per la rinascita del centro-destra d’ oltreoceano e non solo. Spinti dalla voglia di (ri)cambiare, gli americani hanno voluto dare a colui che si credeva essere il salvatore del mondo un segnale dal mondo reale.
Il popolo statunitense questa volta ha scelto per un vero movimento reale, con idee precise, non per un pupazzo mediatico dalla parola magica “Change”.
Tanto per darvi un’ idea, questo è Marco Rubio, eletto al Senato in Florida. 39 anni, figlio di immigrati cubani, homo novus nell’ alveo del movimento del Tea Party.

Ecco, nelle edicole di Miami oggi ci sarà il suo nome in prima pagina; in quelle di Milano, Roma o Pordenone quello di Ruby… Sarà per caso ora di parlare, come fanno gli americani, di politica ? No perché, anche se in TV non sembra, c’ è un mondo reale che aspetta risposte e alle prossime elezioni avrà certamente molta voglia di mandare a casa chi non le avrà date.
Questo è un avvertimento, Barack e Silvio siete avvisati…

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Intervento plenaria Giovane Italia

Vi pubblico il mio indiretto intervento all’assemblea plenaria della Giovane Italia di Pordenone.

Cari amici e care amiche,
innanzi tutto mi scuso per non essere presente a questo incontro e ringrazio chi (finalmente) l’ ha convocato. Ritengo la plenaria, come tutte le riunioni della Giovane Italia, un efficace strumento di confronto per cui volevo intervenire anche se non sono presente fisicamente.
È inutile, e chi mi è stato vicino in questi mesi lo sa, che vi nasconda ciò che penso degli avvenimenti interni al nostro movimento e al nostro partito. Sono estremamente sconfortato da ciò che la politica sta offrendo al nostro paese e anche da quello che succede nel movimento giovanile più grande d’ Italia e di Pordenone. Movimento che forse qualcuno vorrebbe non pienamente democratico ma diciamo oligarchico, dove magari chi si definisce liberale pensa di mettere a tacere un ragazzo di 16 anni per quello che scrive su Facebook…
Quello che più mi rattrista di questo movimento giovanile e di questo partito è che si regge, in molti casi, su un rapporto di vassallaggio. Un rapporto che ci porta ad avere, tra le altre cose, non si sa perché, due associazioni studentesche distinte nello stesso movimento giovanile. “Ma che avete tanto di diverso ?” Mi chiedevano amici e conoscenti in questo periodo di elezioni studentesche. “Non lo so” rispondevo sconsolato.
Rispondevo sconsolato perché in questo Popolo della Libertà io ci credo veramente e delle rendite di posizione non me ne frega nulla. In questo partito vorrei che prima di fare contento il padrone di turno si pensasse al bene comune, alla nostra cara Italia che cerca di rialzarsi. E di certo non si rialzerà parlando di case a Montecarlo o di trattative sulla giustizia.
Quindi l’ invito che voglio darvi è che almeno noi possiamo parlare di Politica, quella vera. Quella di cui mi sono appassionato e che mi ha portato a fare una scelta, a schierarmi da una parte che ritenevo, e ritengo ancora oggi, giusta.
Vi prego, almeno voi, non deludetemi.
Tiziano Milan

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Contro la retorica demagogia della lotta di classe

Oggi, a Francenigo di Gaiarine (TV), dalle mie parti, è morto un imprenditore cadendo dal tetto del suo capannone.
Nessun cordoglio, nessun insulto alla Confindustria, nessuna solita retorica sulla sicurezza sul lavoro, nessuno sdegno, niente di niente.
Forse il “padrone” non è poi così padrone, e lavorando muore anche lui…

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La Giovane Italia che guarda lontano, vuole il futuro, lo prende per mano!

Primo traguardo arrivato: Direzione Nazionale, 03 ottobre a Milano.
Simbolo, nuovo sito web e organigrammi stabili. Si può iniziare, anche se un po’ ovunque questo processo era già avviato ora non ci sono più scuse neanche dai “piani alti”.

Chi, come me, in questo movimento e in questo grande partito ci crede non può che essere entusiasta delle novità, un po’ tardive ma si sa come vanno le cose…
La parola d’ordine sarà il protagonismo, protagonismo che darà soddisfazioni a chi la politica la fa con impegno e sacrificio, a discapito di chi parla e se ne occupa per secondi fini (fini nel senso plurale di fine, non pensate male).

A noi il primo passo: votare il simbolo. Cliccando qui si può scegliere il simbolo della Giovane Italia.

P.S.: votate il PRIMO! :)

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Have you forgotten ?

Quelli come me che quell’ 11 settembre 2001 stavano guardando la televisione non possono non avere impresse nella mente quelle immagini: gli aerei che si schiantano contro le due torri che poco dopo cedono.
Da quel giorno tutto è cambiato: l’ America, l’ Occidente non sono più gli stessi. C’ è un altro nemico da combattere e si chiama terrorismo.
Da quel giorno sono nate le più bizzarre e impensabili teorie di complotto, sposate (ovviamente) dall’ intellighienza progressista italiana.
Da quel giorno i pacifisti si sono moltiplicati, criticando una guerra sulla quale le accuse sono state tanto feroci quanto smentite.

Nessuno però ha ricordato quel giorno. Anche quest’ anno le polemiche con l’ islam non si sono fermate, e purtroppo saranno queste il sugo di questo 11 di settembre.
Io voglio ricordare quel giorno, voglio ricordarlo come il giorno in cui l’ Occidente (e non solo gli Stati Uniti) è stato pugnalato al cuore, un giorno che però ci ha portato a rialzarci e a combattere il fanatismo che ha colpito anche a Londra e Madrid, un giorno che è stato sporcato da polemiche sterili, un giorno che in molti hanno dimenticato.

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Si ricomincia… A fatica!

Dopo la pausa estiva bisogna pur riprendere a fare qualcosa, no ? E così, ricomincio anche dal mio blog.

Quella del 2010 è stata un’ estata calda, non certo per il tempo.
La politica italiana e il centrodestra in particolare stanno offrendo una delle pagine peggiori della loro storia: la più grande maggioranza degli ultimi anni si sta piano piano sgretolando, l’ Italia fa la figura dell’ amico dei terroristi, di crisi e di economia non si parla, il rapporto con le categorie lavorative è ai minimi termini e si parla di elezioni anticipate.

Ma è tanto difficile fare Politica ? Ma è tanto difficile parlare a quel popolo del 13 e 14 aprile 2008 ? Non penso sia difficile accettare il patto di Fini, metterlo alla prova con i cinque punti del programma e iniziare, finalmente, a governare.
Servono risposte, ai lavoratori, alle imprese, ai giovani, alla gente comune che non vuole sentir parlare di Berlusconi e di Fini, di Granata e di Feltri, di Montecarlo e di regolamenti di conti.
Forza, ricominciamo… A fatica!

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Hiroshima, il mondo ci dà un’ altra lezione

Nonostante Obama non mi piaccia per niente, ammiro molto il gesto fatto oggi dall’ amministrazioe statunitense che si è presentata ad Hiroshima con una delegazione per ricordare il 65° anniversario del bombardamento atomico.
Forse una visita un po’ tardiva, come l’ ha definita il presidente dei superstiti a quel 6 agosto del 1945, tuttavia ci può far riflettere.
Pensiamo ai nostri 25 aprile: quante polemiche ogni anno ? Quanti insulti e talvolta anche scontri violenti per avvenimenti successi sessantacinque anni fa che ormai dovrebbero essere destinati alla storia e alla pacificazione ?
Come mai in Giappone tutto questo non succede ? Come mai siamo gli unici che non capiscono quanto sarebbe utile una pacificazione nazionale ?
Questa è la differenza tra chi vuole un futuro migliore e chi invece continua ad alimentare rancori per avvenimenti che ormai dovrebbero appartenere alla storia…

Hiroshima docet.

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